Personaggi e storie aziendali
E' nato in Puglia, figlio di un sottufficiale dell'esercito e di una sarta dopo gli studi in ragioneria molla l'Università per iniziare a lavorare. La sua aspirazione è lavorare in banca ma, la Banca Agricola Mantovana (diventata poi una delle sue principali banche sostenitrici) lo respinge.
Il suo successo inizia dalla Fiam Filter (filtri per auto) poi fonda e porta al successo la Sogefi che diventa in pochi anni in un mercato difficilissimo il secondo produttore europeo di filtri auto per il mercato del ricambio e il numero uno nel mercato sud americano. È anche la prima azienda mantovana a essere quotata in Borsa: da zero Colaninno la porta a fatturare quasi 1000 miliardi di lire (30 stabilimenti all'estero).
Alla corte di Carlo De Benedetti continua a crescere con incarichi sempre più di responsabilità.
Nel 1986 è fra gli artefici dell'acquisto di Valeo da parte di Cir (la sua prima scalata).
Vediamo ora come fa a passare dalla Sogefi alla Olivetti per poi arrivare alla madre di tutte le scalate:
- Entra in Olivetti come ultima speranza di Carlo De Benedetti per tirar fuori dalle brutte acque in cui era caduta. Quindi comincia a vendere, chiudere e licenziare.
- Colaninno risolleva le sorti di Olivetti che arrivano a superare in borsa più di sei mila lire. Esercitando le sue stock option acquista a 1.000 lire fino a 12 milioni di azioni Olivetti, mettendo da parte un piccolo tesoro.
- Nell'Olivetti è passato da amministratore delegato ad azionista di riferimento, rastrellando nel 1998 insieme al fido Emilio Gnutti e altri imprenditori padani un pacchetto consistente. Fra gli alleati compare la Chase Manhattan Bank che poi avrà un ruolo di primo piano nell'Opa su Telecom.
- Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (opa) totalitaria su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell'operazione ha degli imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti (che conosce nel consiglio di amministrazione di BAM).
- La scalata avviene dopo la costituzione di una catena di controllo costituita dalle finanziarie Omniaholding (Colaninno) e GP Finanziaria. (Gnutti) che detengono azioni di Fingruppo che a sua volta detiene quote di Hopa che a sua volta detiene azioni di Bell che custodisce le azioni di Olivetti (19,6%), lo scrigno dove sono custodite le azioni di Telecom (56%). Un vero gioco di scatole cinesi dove la maggior parte del denaro viene messo dalle banche amiche che sono nei presenti nei vari livelli della catena come azioniste o finanziatrici o dalla galassia dei 100 piccoli imprenditori padani. La lista di queste banche e società su cui contare è lunga: Oltre a Monte dei Paschi di Siena e Antonveneta-Interbanca c'è il sistema Mediobanca con Generali, Banca di Roma, Edison, il Banco di Brescia e la Popolare di Vicenza, poi c'è la Unipol mentre come banche estere ci sono la Chase Manattan Bank e la Lehman Brothers.
- L'operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom stessa che non riesce comunque a risanare.
- Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli e Benetton.
- Nel 2002 acquista IMMSI società operante nel settore immobiliare, l'anno dopo attraverso questa società acquista Piaggio.
BIBLIOGRAFIA E ARTICOLI INTERESSANTI
www.wikipedia.it
LA RESISTIBILE ASCESA DEL RAG. ROBERTO di Salvatore Gaziano - 25/01/2001 pubblicato da bluinvest.com.