Nasce a Parigi nel 1933 in una famiglia di immigrati polacchi, il padre Zygmunt era professore alla Sorbona.
Negli anni Quaranta fu vittima della Gestapo, la madre fu arrestata ed egli venne deportato a Buchenwald.
Nel 1958 si laurea in ingegneria alla École nationale supérieure des mines de Paris. Negli anni Sessanta fa carriera nell' amministrazione delle miniere di stato francesi. Poi viene impiegato nella burocrazia ministeriale per occuparsi di rapporti con la Comunita' europea.
Nel 1972 inizia la sua ascesa, lascia infatti il settore statale per dirigere il gruppo Révillon, un gruppo di medie dimensioni con attivita' che spaziano dal tessile agli articoli di lusso..
Nel 1979 lascia il gruppo francese e diventa consulente della Comilog, è proprio grazie a questo incarico che entra in contatta con quell'azienda italiana che lui renderà famosa: la Carlo Tassara.
Zaleski inizia così ad acquistare quote societarie e nel 1984 ne prende il controllo in qualità di general manager. Da quel momento in poi la sua nuova casa sarà l'Italia, precisamente la Lombardia.
Zaleski ristruttura e trasforma completamente la Carlo Tassara facendola divenire una holding specializzata nel settore dell'esplorazione e della trasformazione dei metalli.
Ma la sua fama da grande speculatore la ottenne solo successivamente quando porta a termine, sempre grazie la sua Carlo Tassara alcune grandiose operazioni finanziare, tra le maggiori ricordiamo: Falck, Compart-Montedison ed Edison. Per aggiustare patrimonialmente la sua cassaforte (la Tassara) nel 2004 vara un aumento di capitale che viene svolto attraverso un complicato sistema di vendite e prestiti incrociati di milioni di euro tra le sue holding. Tutto ciò in attesa del grande incasso della vendita delle azioni e dei warrant in Edison e in Italenergia bis che ha fruttato circa 2,4 miliardi di euro di incasso.
Ma dove prendeva tutti questi soldi Zaleski? Infatti è opportuno specificare che un ruolo fondamentale nei suoi successi come investitore è dovuto ad un altro personaggio molto importante all'interno del nostro sistema bancario: il bresciano Giovanni Bazoli, Ad del gruppo Intesa San Paolo che, risulta essere grande amico del finanziere ungherese. Infatti dall'incasso di 2,4 miliardi di euro circa 1,3 sono andati a ripianare i suoi debiti (AVETE CAPITO BENE AVEVA PRESO IN PRESTITO PIU' DI UN MILIARDO DI EURO PER GIOCARE IN BORSA!!!)
Forse come riconoscimento a Bazoli compra subito l'1,59% ella banca Torinese entrando nel patto di sindacato.
Successivamente la Carlo Tassara acquista il 7,4% di Arcelor, gruppo siderurgico europeo con sede in Lussemburgo.
Nel 2006 la Mittal Steel Company lanciò un'OPA ostile e dalla fusione nacque il primo gruppo mondiale della siderurgia: Arcelor Mittal.
La sua attività di investitore si è poi ingrandita enormemente negli ultimi anni, attualmente la Carlo Tassara ha le seguenti partecipazioni:
- 20.119% in Mittel spa, holding che si occupa di private equity e di investimenti immobiliari. Tra le principali controllate ci sono Mittel Generale Investimenti Spa, Mittel Investimenti Immobiliari Srl e Mittel Partecipazioni Stabili Srl. Quest'ultima possiedilo 0,13% di Intesa San Paolo, lo 0,68% di UBI Banca Spa, l'1,26% di Rcs MediaGroup spa, l'1,76% dell'Istituto Atesino di Sviluppo Spa. Mittel Generale Investimenti Spa possiede il 15% di SAT - Società Aeroporto Toscano Galileo Galilei Spa;
- 48% in Metalcam spa, tramite la controllata FinCamuna spa;
- 2.206% in Mediobanca;
- 2.273% in Assicurazioni Generali;
- 5.897% in Intesa San Paolo;
- 11.094% in Edison, di cui l'11% attraverso la controllata FinCamuna spa;
- 2.857% in ASM Brescia, tramite la controllata Energia e servizi srl;
- 2.282% in UBI Banca;
- 2.89% in Monte dei Paschi di Siena;
- 1,9% di Telecom Italia;
- 2% in VINCI il colosso delle costruzioni al mondo.
Le speculazioni borsistiche fruttano a Zaleski nel 2007 il 488° nella lista degli uomini più ricchi del mondo secondo la rivista Forbes, con 2 miliardi di $ di patrimonio.
Oltre la Carlo Tassara ha anche altre holding, la più importante tra queste è la Zygmunt Zaleski stichting, che tra l'altro risulta essere uno dei primi finanziatori della Biblioteca polacca a Parigi. Questa fondazione controlla a sua volta due holding olandesi: Tanagra e Ajanta.
Tanagra controlla la finanziaria Blowin ad essa fa capo una partecipazione del 10 per cento circa nella Everbest century holdings, con sede legale alle Bermuda ma quotata ad Hong Kong.
Argepa, nata nel 2000, controlla i pacchetti azionari delle due aziende italiane: la Carlo Tassara spa e la Società Camuna di partecipazioni. Azionisti della Argepa, oltre a Romain Zaleski, sono anche i suoi due figli Konstantin e Wladimir, che insieme ne detengono il 40% circa, Il restante 20 per cento fa capo a Giuseppe Tassara e a sua moglie Carla Dufour.
Romain Zaleski siede attualmente nel consiglio di amministrazione di Mittel Spa in qualità di vicepresidente.
Romain è sposato con Helene de Pritwitz, la quale ricopre il ruolo di vice presidente vicario della fondazione Milano per la Scala.
Zaleski inoltre risulta essere un grande finanziatore della cultura infatti finanzia a Parigi la Ecole Normale de Musique con Borse di studio per studenti meritevoli. Inoltre le Fondazioni San Paolo e Zygmunt Zaleski hanno raggiunto un'intesa per finanziare insieme "enti, associazioni e scuole di matrice cattolica".
Il 10 marzo 2008 Zaleski rassegna le dimissioni dalla carica di Consigliere di Sorveglianza di Ubi Banca.
In quest'ultimo periodo a causa dell'evidente crollo del valore delle sue partecipazioni si addensano sul finanziere i timori che possa essere costretto a liquidare gran parte delle proprie partecipazioni, che sono date in garanzia dei prestiti concessi a Zaleski.
Come riportato da Milano Finanza il portafoglio quotato della Tassara agli attuali valori di mercato accuserebbe una minusvalenza di circa 1,7 mld a fronte di un debito di 7,7 mld. Secondo fonti vicine alla Tassara precisano che gia' da prima dell'estate Zaleski ha proceduto a rimborsare parte dei debiti, che attualmente dovrebbero aggirarsi tra i 6 e i 5 mld.
Il 10 ottobre, la Carlo Tassara è scesa sotto il 2% nel capitale di Monte dei Paschi di Siena.
Il 19 ottobre in seguito alle difficoltà economiche della Tassara le banche creditrici trovano l'accordo per la ristrutturazione del debito il quale, prevede la liquidazione dei creditori esteri Rbs e Bnp Paribas. Quanto alla situazione della Tassara il net asset value e' sempre rimasto positivo: nel momento peggiore della crisi dei mercati, infatti, il valore del portafoglio superava di 500 milioni l'indebitamento.
PICCOLA STORIA DELLA CARLO TASSARA
La Carlo Tassara nasce nei primi anni Venti a Breno, nel bresciano, società attiva nella siderurgia.
Negli anni '30 vennero realizzate due centrali idroelettriche per alimentare gli stabilimenti fondati da Carlo che morì nel 1946, pochi anni dopo aver fondato la Carlo Tassara Stabilimenti Elettrosiderurgici.
Le attività di Carlo Tassara continuarono grazie a suo figlio Filippo che nel frattempo aveva fondato per proprio conto la Italghisa spa, specializza nella produzione di ghisa al manganese.
La Carlo Tassara, dopo la morte di Filippo nel 1953, venne guidata dai nipoti di Carlo Giuseppe Tassara e Giacomo Piccardo.
Gli anni d'oro dell'azienda furono gli anni settanta quando dava ad oltre 2 mila dipendenti ma, in seguito all'instabilita' valutaria, all'aumento dei prezzi delle materie prime, alle continue crisi siderurgiche il tutto condito da una serie di errori gestionali fecero presentare la Tassara alla soglia degli anni 80 indebitata fino al collo. È in questo momento che entra in scena Zaleski in veste di cavaliere bianco.
BIBLIOGRAFIA